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Rifugi
Partenza: punto di partenza 1
Tempo di percorrenza: dalle 2 alle 3 ore a seconda dell'allenamento;
Dislivello: 810 m; partenza 1041 m, arrivo 1850 m.
Difficoltà: E; nessun passaggio difficile o pericoloso e tutto l’itinerario si sviluppa su un sentiero tracciato.
Caratteristiche: di proprietà del C.A.I di Biassono, 4 posti letto, sorge in centro alla testata della valle (riconoscibile dal colore rosso fin dalle Foppe) e giace su una sorta di divisorio naturale tra la Vedretta del Marovin e il ghiaccio del Lupo
Dalle Foppe si prosegue a destra superando le Baite di Prataccio e Michelini inoltrandosi sempre più a sud seguendo la traccia chiara e riconoscibile anche dai segnali rosso-blu. Si guada un piccolo torrente che nasce dalla valle dell’alpe Druet e si prosegue nel percorrere il sentiero fino ad un bivio: a destra si può raggiungere il rifugio Corti, mentre a sinistra la continuazione per il Resnati. Svoltando appunto a sinistra (ben segnalata dai cartelli del parco delle Orobie Valtellinesi) si risale fino ad incontrare un grande masso con una croce. Da qui è già ben visibile il bivacco in direzione Sud e seguendo i segnali, o inventandosi un itinerario a piacimento, lo si può raggiungere.
Variazione per il ritorno: discesa sulle macchie di neve. E’ una pratica adatta, forse, solo ai più giovani e di sicuro da praticare con attenzione. Deriva dallo skyrun e si tratta semplicemente di correre e scivolare sulla neve quasi sciando. Agli inizi della primavera spesso rimangono ampie chiazze di neve nella zona sud-ovest della Valle anche a basse quote e una discesa su una di queste macchie, mantenendo sempre la massima attenzione, è un’attività molto divertente (oltre a rendere meno dura la discesa). Anche senza emulare i grandi corridori di montagna, una discesa su neve rimane in ogni caso più leggera e meno faticosa.
Orientamento: ci troviamo su una sorta di divisorio naturale tra la Vedretta del Marovin e la valletta che scende dal ghiacciaio del Lupo. Ci troviamo sotto l'imponente gruppo del Coca e al centro della valle; in questo modo si può godere di un ottimo panorama su tutta la val d'Arigna e sul sottostante vallone dello Scimur.
Itinerari dal rifugio:
- salita al rifugio Alfredo Corti (2 1/2 ore): non è un itinerario semplice e segnalato perciò non è adatto a chi viene per la prima volta in val d'Arigna (bisogna già sapere dove è il rifugio Corti). Rimane scontato che per percorrere questo itinerario occorre una buona esperienza
- al Pizzo di Coca (3052 m) per il canalone nord – ovest (Vedretta del Marovin). Ascensione preclusa agli alpinisti esperti, richiede l’uso di corda, ramponi, piccozza, chiodi e friends.
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