Val d'Arigna


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Curiosità di due secoli

Storia, arte e cultura

ESTRATTI DA:

Il Consiglio comunale di Ponte dal 1873 al 1926”. Parte I
Ponte in Valtellina : Biblioteca comunale, [1995] (Sondrio, Tipografia Bettini, 1995)
Il Consiglio comunale di Ponte dal 1873 al 1926”. Parte II
Ponte in Valtellina : Biblioteca comunale, [1996] (Sondrio, Tipografia Bettini, 1996)



AFFITTO DELLE ALPI COMUNALI

1898
I frazionisti di Arigna si sono consorziati per prendere in affitto le loro Alpi che sono state divise in due gruppi:
a) Foppa, Pesciöla, Campei;
b) Piöda, Druet, Valle.
I concessionari si obbligano:
- per Foppa a costruire una tettoia per il ricovero dei pastori e del bestiame, con una spesa prevista in £ 300;
- per Pesciöla a costruire una stalla, una tettoia ed una cisterna; si impegnano a pulire l’Alpe ed a ridurla a prato con una spesa di £ 1.500;
- per Campei a costruire una stalla o una tettoia, alla pulitura per ridurre il luogo a prato, con una spesa di £ 1.000;
- per Piöda a costruire una tettoia, pulire il pascolo e alla riparazione delle strade pericolose per £ 800;
- per Druet a realizzare una tettoia ed a ripulire per £ 1.500
- per Valle c’è poco da migliorare, semmai si potrà realizzare una tettoia per i pastori.
Le condizioni poste:
caricheranno l’Alpe prima i frazionisti di Arigna;
solo se vi saranno posti disponibili saranno ammesse le bestie di altri comunisti;
infine verranno accettate anche le bestie dei forestieri.
I proprietari dei maggenghi di Arigna ed i possessori di bestie non pagheranno tasse per il pascolo.
L’affitto dell’Alpe, come per il versante retico, sarà novennale.

1909
Per il biennio 1909 – 1910 i frazionisti di Arigna dovranno alpeggiare le loro bovine sulle Alpi divise in due gruppi:
Foppa, Pesciöla, Campei;
Piöda, Druet, Valle.

Queste le condizioni:
Pesciöla e Campei capacità 55 bovine £ 220 annue
Foppa capacità 25 bovine £ 100 annue
Piöda e Valle capacità 60 bovine £ 240 annue
Druet capacità 35 bovine £ 140 annue
Per le capre che fruiranno della Alpi appartenenti al primo gruppo, i frazionisti pagheranno £ 120, per quelle del secondo gruppo £ 140.
Se i frazionisti di Arigna non accedono ai contratti, il Comune è libero di affittare le Alpi, allo stesso prezzo e con forme varie.

Dicembre 1925:

Gli abitanti della frazione di Arigna hanno diritto al godimento sull’Alpe di Santo Stefano di Arigna, in territorio di Ponte ma di proprietà del Comune di Castello dell’Acqua, che consiste nel far pascolare ogni specie di bestiame, nel taglio di fieno, nella raccolta di strame e legna per il focolare per i bisogni dell’alpeggio e dei maggenghisti.
Più precisamente, il bestiame bovino pascola fino al 13 giugno; le pecore pascolano nelle zone denominate Cavalline, Vago, Zuc, con il patto che se il pastore è di Castello deve prendere anche le pecore di Arigna e se è di Ponte deve accettare anche quelle di Castello.
Tale diritto d’uso, sempre esercitato, ha origine dall’arbitramento dell’11 settembre 1444, rogato dal notaio Beltramo de Lopia.
Tanto si rappresenta perché questi usi civici non vengano messi in liquidazione, come prescrive una legge, dall’apposito commissariato regionale addetto al censimento per l’eventuale conservazione o scioglimento.
Non si può rompere una tradizione pacifica, ininterrotta da secoli, soddisfacente per entrambe le parti.




ILLUMINAZIONE ELETTRICA

Settembre 1923
Finalmente l’illuminazione elettrica arriva anche in Arigna. Due lampade in contrada Fontaniva, una a Berniga ed una alla Gerna. L’impianto è affidato alla ditta Rainoldi che vuole 100 lire annue per le quattro lampade, impegnandosi alla fornitura e alla manutenzione delle stesse, esclusa la spesa per i sostegni per i quali sono chiamati a concorrere gli abitanti.
Nel dicembre seguente viene concessa anche una lampada per l’angolo delle quattro strade al Cantone.

Aprile 1925
Vengono concesse una lampada a Fontaniva, al Pilot; una lampada a Berniga centro e una lampada alla Gerna, vicino alla fontana. Viene respinta la richiesta per una lampada presso le case Ajala a Berniga.

Dicembre 1925
Ad Arigna si concede una lampada da sistemare in prossimità del palazzo scolastico e dell’alloggio delle maestre. Le spese di impianto sono a carico, come al solito,degli abitanti della contrada di Berniga, mentre il Comune pagherà il canone annuo di lire 25.

Maggio 1926
Cinque famiglie del Tripolo, cioè tutti gli abitanti di quella contrada, chiedono tre lampade di illuminazione. Se ne concede una sola con il Comune che si accolla il canone annuo e le cinque famiglie che pagano la spesa per l’impianto.


ACQUE

1876
Raccogliendo l’istanza dei frazionisti di Briotti, Tripol, Albareda, Famlonga e a condizione che gli stessi concorrano alle opere con una spesa non minore di 3.000 lire, nonché alle prestazioni per lo scavo e il coprimento dell’incassatura dei tubi, il Consiglio prenderà atta deliberazione per la costruzione di fontane di acqua potabile.

1877
Si danno £ 2.500 ai frazionisti sempreché “si provvedino di acqua potabile facendo eseguire i lavori occorrenti” come da progetto a spese del Comune.

1891
Le contrade di Berniga e Prestiné mancano di fontane di acqua potabile e bestie e uomini devono recarsi a grandissima distanza per averla, con gli inconvenienti della pericolosità del ghiaccio sulle strade nei periodi invernali. I frazionisti chiedono di derivare due polle d’acqua da due sorgenti; una per la frazione Berniga si trova a Berné – casa Pasini, l’altra sulla strada per Briotti “ove dicesi alla fontana dei comuni”.
Il Consiglio è d’accordo ma alle seguenti condizioni:
al Comune spettano l’acquisto e il collocamento dei tubi di piombo della luce di 1 cm, l’acquisto di calce franco Casacce, e la spesa per polvere e ferramenta, il pagamento dei muratori e del taglio delle pietre;
ai frazionisti tocca provvedere alla escavazione e copertura del condotto, al trasporto di tubi e di materiali dalle Casacce e da altri luoghi, le opere che non richiedono di essere fatte ad artieri speciali, provvedere agli scoli delle acque, vedersela con i privati per il passaggio dei tubi, procedere all’occupazione delle aree per le fontane, provvedere alla manutenzione delle sorgenti, provvedere agli scoli e alle riparazioni.
Il progetto è del perito agrimensore Carlo Gerosa, i soldi si devono trovare con le economie di gestione e non con un mutuo.

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