Val d'Arigna


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Fauna

Flora e fauna




LA MARMOTTA (Marmota marmota)


La Marmotta è un roditore facilmente visibile nei pascoli al di sopra del limite della vegetazione arborea, soprattutto nelle praterie alpine ed in corrispondenza di zone rocciose. Trascorre la sua giornata alla ricerca di cibo (si nutre di varie specie erbacee e talvolta insetti o vermi), dedica molto tempo a farsi pulizia, a prendere il sole e a giocare con i suoi simili. Nella notte e nelle ore più calde si rifugia all’interno della sua tana scavata nel suolo.
Le tane possono essere molto complesse e vengono distinte in estive e invernali. Le prime presentano numerose entrate, generalmente poste su un prato al riparo di una roccia o di un cespuglio, da queste diparte un intricato sistema di cunicoli alla profondità di 30 – 90 centimetri, alcuni con funzione di “latrine”, altri a fondo cieco, altri lunghi parecchi metri e conducenti al “nido”, un vano tappezzato di erba secca dove gli animali si riposano e hanno luogo i parti e l’allattamento dei piccoli.
Le tane invernali hanno una sola entrata, con un corridoio di 6 – 10 metri prevalentemente rettilineo al cui termine dopo un tratto in salita, si trova la camera in cui gli animali, in gruppi anche numerosi, vanno in letargo.
Il letargo (da ottobre ad aprile), è influenzato dai fattori esterni (temperatura e luminosità) ed interni (ormoni). Durante il sonno la marmotta rallenta tutte le funzioni vitali: la temperatura corporea scende a 5 gradi, il battito cardiaco rallenta a 5 al minuto e le inspirazioni scendono a una ogni 5 minuti. Questo rallentamento del metabolismo consente un enorme risparmio energetico, anche se la mortalità, specialmente nei piccoli, rimane molto alta.
Il risveglio coincide con il periodo degli accoppiamenti. Al termine della gestazione di 30 – 35 giorni, la femmina dà alla luce 2 – 7 piccoli, che usciranno dalla tana dopo 40 giorni.
La Marmotta è, suo malgrado, preda principalmente dell’Aquila reale.
Alla captazione di un pericolo, la marmotta emette un richiamo (fischio), che indica ai propri simili di rifugiarsi nelle tane. Non è da escludere comunque che questo animale si lasci avvicinare anche ad una distanza di 3-4 metri prima di scomparire.

IL CAMOSCIO
(Rupicapra rupicapra)

Il camoscio è un mammifero molto presente in questa valle ed è anche relativamente facile, soprattutto intorno ai 2000 metri, dove finisce la vegetazione, scorgere gruppi di femmine e piccoli o maschi solitari. Più difficile è un avvistamento ravvicinato a causa della sua innata diffidenza.La sua agilità è qualcosa di eccezionale: il camoscio ama correre e giocare con i suoi simili, superando in maniera impressionante grandi dislivelli su pietraie e pareti rocciose apparentemente inaccessibili. Il camoscio lo si può riconoscere dalle corna, a uncino, che sono presenti nei due sessi, ma nel maschio sono più massicce. Il colore del suo manto è
rosso-bruno con una fascia nera sul dorso nel periodo estivo, bruno-nero in quello invernale, con le guance, dorso nasale e ventre bianchi. Si nutre di erbe comuni e medicinali, bacche, germogli, aghi di pino, felci e muschi. piccoli, quasi mai gemelli,verso la fine di maggio dopo sei mesi di gestazione.


IL CAPRIOLO

Il capriolo, altro splendido abitante delle Orobie, è il più piccolo dei Cervidi. Il maschio raggiunge al massimo l'altezza di 80 cm, le dimensioni sono comunque tra i 100 e i 140 cm di lunghezza, tra i 60 e i 90 di altezza, peso tra i 15 e i 30 kg. I maschi sono dotati di corna che annualmente posano verso la fine di ottobre e ricrescono entro i mesi di marzo-aprile. Il mantello è costituito da peli duri e sottili, lucidi in estate; da peli opachi e lana fitta in inverno. Il colore varia dal bruno rossastro al grigio rossiccio con ventre sempre bianco. Il capriolo vive prevalentemente nella boscaglia e nelle foreste di montagna, ma in estate lo si può scorgere anche in zone rocciose di alta montagna, mentre in inverno invece scende sino in prossimità dei centri abitati. Le abitudini e i ritmi alimentari del capriolo sono legati alla struttura anatomica del suo apparato digestivo e in particolare, alla modesta capacità del sacco ruminale. Fra l'essenze maggiormente appetite si annoverano, ove presenti, l'edera, il rovo, il lampone, il sambuco, il mirtillo, il biancospino ma anche il carpino. La femmina di capriolo va in calore fra la seconda metà di luglio ed agosto. In questo periodo i maschi difendono attivamente il proprio territorio.


La curiosa marmotta
Due caprioli maschi in lotta per la femmina

Oggi è il giorno: - || Ultimo aggiornamento del sito: 20 apr 2008 | info@valdarigna.net

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