Val d'Arigna


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Rifugio O. Donati

Rifugi

Partenza: punto di partenza 2
Tempo di percorrenza:
dalle 3 alle 5 ore a seconda dell'allenamento (solo gli sky-runner ci mettono meno);
Dislivello: 1500 m; partenza 1030 m, arrivo 2500 m
Difficoltà: E; nessuna particolare difficoltà alpinistica da segnalare seguendo i segnali rosso-bianchi.
Caratteristiche: di proprietà del C.A.I sezione Valtellinese Sondrio (per informazioni tel. 0342-214300 martedì e venerdì dopo le 21), è dotato di 14 posti letto, stufa, cucina a gas e stoviglie. Chiavi c/o Arialdo Donati (tel 0342-482000). Resta sempre aperto un locale invernale con stufa e qualche coperta.

Il rifugio Ottorino Donati in estate

Dal parcheggio del punto di partenza 2 bisogna imboccare un sentiero segnalato da cartelli gialli della Comunità Montana di Sondrio proprio di fronte al parcheggio. Il primo tratto di sentiero risale impegnativo in mezzo ad un prato fino ad incrociare una strada carrozzabile che, imboccata verso sinistra, ci condurrà alle case dei Prati Torre. Tra piacevoli saliscendi circondati da verdi pascoli si arriva in pochi minuti al termine della strada dove ci aspetta una fontana (ottima per ricaricare le borracce). Il sentiero vero e proprio inizia qui: è ben tracciato e a volte impegnativo ma in questo tratto (fino alla lago di S. Stefano) si superano già i primi 1000 m di dislivello con poco più di un'oretta di cammino. Giunti ai piedi degli imponenti muraglioni della diga si presenta un bivio: proseguendo verso destra si potrà fare una piacevole passeggiata (in piano..) intorno al lago per poi tornare ad unirsi con il sentiero che sale a sinistra del bivio. Prendendo la deviazione di sinistra, decisamente più breve, il sentiero prosegue sotto i muraglioni della diga fino alla casa del guardiano (suggerimento utile: se serve una fontanella, a Nord della casa del guardiano, un po' nascosta, c’è dell’acqua buonissima!). A questo punto si imbocca un pianoro (ignorate i cartelli di divieto di passaggio o chiedete al guardiano il permesso per passare) che ci porterà all'alpeggio Quai (1890 m) dove inizia il tratto finale della salita. Il tratto di pianoro sarà utile per riprender fiato e ammirare un bellissimo panorama, soprattutto in una giornata limpida e soleggiata. All'incirca a metà del tratto pianeggiante si raggiungerà anche un punto panoramico in cui osservare la val d'Arigna dall'alto con i suoi alpeggi, sentieri e rifugi. Una sosta ristoratrice è d'obbligo ma non rilassatevi troppo perchè gli ultimi 500 m di dislivello sono i più duri e faticosi. Dall'alpeggio Quai il sentiero risale, ben segnato, su dossi erbosi e pascoli pietrosi. Un buon punto di riferimento è la deviazione per il rifugio Corti; se lo incontrate siete sulla strada giusta! La meta sembra vicina ma ogni dosso erboso ne rivela sempre uno successivo; solo quando l’erba lascerà spazio ad una distesa di pietre e sulla cima dell'ultimo dosso si vedrà una bandiera italiana allora si può dire di essere arrivati. Qui le indicazioni del sentiero seguono la costa destra della valletta ma è molto più divertente inventarsi qualche percorso alternativo fra i sassi del dosso (non adatto ai principianti o a chi è già molto stanco); oltre a scoprire bellissime pietre levigate nei secoli dall’acqua, la ricerca di un percorso alternativo distoglie negli ultimi metri il pensiero dalla fatica…ormai è fatta, siete nella conca del lago di Reguzzo, dove sorge il rifugio Donati.

Orientamento: la conca del lago Reguzzo è un posto decisamente rilassante dove prendersi il meritato riposo dopo la fatica della salita. Approfittatene per orientarvi e scoprire cosa vi circonda. Verso Ovest, imponente, la cima del pizzo Rodes (2829 m); verso sud-ovest il passaggio della bocchetta del Reguzzo verso il rifugio Mambretti; verso sud-est la cima del pizzo Biorco (2749 m). verso nord il Pizzo St. Stefano (2693 m) e a nord-est la grande catena alpina che si estende verso l'alta Valtellina, la Svizzera e l'Austria.

Itinerari dal rifugio:
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al Pizzo Biorco (2749 m): una piacevole meta adatta anche ai meno esperti è il pizzo Biorco che domina la conca del Reguzzo in direzione sud-est. Non esiste un sentiero vero e proprio quindi sarete voi a trovare la migliore via. Vi consigliamo di risalire verso il passo del Biorco (direzione sud-est) e poi proseguire sulla cresta verso la cima; alternativa è, dal passo, traversare in direzione est e risalire sulla cresta opposta. In circa mezzora dal rifugio Donati giungerete sulla cima che, sebbene vicina ad altre vette più elevate, permette un buon colpo d'occhio verso il gruppo del Monte Rosa a ovest, verso la pianura a sud e verso la Svizzera a nord.
- al Rif O. Corti (3 ore senza sentiero) richiede una buona conoscenza del territorio oltre che una buona forma fisica e senso dell’orientamento; bisogna superare anche in questo caso il passo del Biorco e ridiscendere nell'altro versante; nonostante un paio di tentativi non siamo però ancora riusciti a trovare il sentiero (o qualcosa di simile) per arrivare alla Corti. Confidiamo di riprovarci e poter darvi informazioni utili nel 2008 o aspettiamo vostre segnalazioni. Una alternativa è ridiscendere il sentiero verso Quai e prendere la deviazione per il rifugio Corti. Quest'ultima opzione resta comunque non adatta ad escursionisti con poca esperienza.
- al Rifugio Mambretti attraverso la Bocchetta del Reguzzo (2 - 3 ore). Si tratta di percorrere l'alta via delle Orobie quindi basta seguire i segnali fino alla parte sommitale della bocchetta ben visibile in direzione sud-ovest. Qui alcune corde fisse ci aiuteranno a superare l'ultimo tratto decisamente impervio e non adatto a chi soffre di vertigini. Si ridiscende poi l'altro versante in val Caronno fino a raggiungere su traccia segnata il rifugio Mambretti.

Cenni storici: presto on line


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