Val d'Arigna


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Rifugio Pesciola

Rifugi

Partenza: punto di partenza 1
Tempo di percorrenza:
da poco meno di 2 ore a 3 ore a seconda dell'allenamento;
Dislivello: 950 m; partenza 1041 m, arrivo 2004 m.

Difficoltà: E- ; non c’è alcun passaggio difficile o pericoloso e tutto l’itinerario si sviluppa su un sentiero tracciato ma si tratta già di una camminata discretamente impegnativa.
Caratteristiche: di proprietà del Comune di Ponte e in gestione alla associazione amici di Briotti (Tel. 0342-482000 presso il Sig. Arialdo Donati). Rifugio non custodito è dotato di 20 posti letto, cucina a gas, boiler a legna, stoviglie, coperte e servizi igienici.

Il rifugio Pesciola

Lasciato il parcheggio dell'Armisa si risale sulla ripida strada parzialmente in cemento e, come già sanno i conoscitori della valle, "spaccagambe". Quindi solita raccomandazione per chi affronta questo primo tratto di salita: non forzate il passo o rischiate di andare "fuori giri". Una volta giunti in località Foppe (dove il sentiero spiana e troverete l'edicola del Parco delle Orobie) inizia la salita vera e propria. Mentre per andare al rifugio Corti o Resnati bisogna proseguire dritti in direzione sud, per il rifugio Pesciola si deve risalire la strada cementata in direzione sud-est, cioè tenendo la sinista (vedi foto "primo bivio). Ad un certo punto la strada spiana e gira in direzione nord; noi invece dobbiamo continuare la salita su una traccia meno netta ma carrozzabile (per i fuoristrada) in direzione est. Dopo una decina di minuti si giunge all’alpeggio di Campelli e da qui vi proponiamo due varianti di percorso:

la prima possibilità, forse più agevole, prevede l'imbocco di un sentiero in direzione est (occorre fare riferimento al segnale di svolta a sinistra posto su un masso a circa 100 metri dall' alpeggio (vedi foto "secondo bivio"), che si snoda nel bosco su sentiero tracciato ma inizialmente mal segnalato. Incamminarsi in direzione della freccia fino a trovare un manifesto appeso ad un albero (che ci invita a non accarezzare i cerbiatti). Si viene quindi indirizzati su un sentiero facilmente rintracciabile e a questo punto basta seguirlo fino alla sommità. Il più è fatto, la fatica viene smorzata da magnifici scorci sulla valle e, per chi volesse fare questo itinerario in autunno, da colori mozzafiato. Appena oltrepassata la boscaglia si sbuca sul terreno roccioso della sommità e dopo poco anche il sentiero spiana; eccoci sulla cima dello spartiacque di cui parlavamo e alla vostra destra, pochi metri più in là, eccovi giunti al rifugio Pesciola.

per il secondo itinerario bisogna invece superare le baite Campelli e risalire i dossi erbosi in direzione sud-est (traccia debole, segnali inesistenti) fino ad incontrare una conca di ontani e rocce. Proseguendo sulla sinistra si passa attraverso delle caratteristiche rocce somiglianti ad un canyon che indirizzano, senza possibilità di errore, al rifugio.


Primo bivio a Foppe: proseguire a sinistra
Secondo bivio a Campei: ancora a sinistra

Orientamento: ci troviamo sullo spartiacque fra val d'Arigna e val Marlgina e questo ci permette di ammirare entrambe le valli. Per godere di questa ottima prospettiva, vi suggeriamo un punto di osservazione privilegiato, poco distante dal rifugio, in direzione nord. Difficile dare indicazioni per la mancanza di punti di riferimento ma vi consigliamo di esplorare il pianoro in cerca del miglior panorama sia sulla Valtellina, sia sulla Val Malgina, con l’imponente Pizzo del Diavolo, sia, ovviamente, sulla testata della val d'Arigna.

Itinerari dal rifugio:
- salita alla Punta Pesciola (45 minuti); è un piacevole itinerario che si snoda sopra il rifugio verso le cime del Druet. Non particolarmente faticoso e il sentiero è parzialmente tracciato. Ottimi punti panoramici lungo il tragitto.
- passaggio in Val Malgina (Sentiero difficile e mal segnalato)

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